Un secolo di idee e di giornali

Nella cittadina scillese la cultura di pubblicare giornali ha una lunga tradizione, in particolar modo gli inizi del secolo scorso rappresentano una stagione ricca di fermento culturale e piena di progetti editoriali, che certamente hanno contribuito a rafforzare l’identità di un popolo in un territorio ricco di antiche storie, tradizioni culturali e leggende mitologiche. Una metamorfosi rigeneratasi in una sorta di continuità culturale attraverso una poliedrica stampa di periodici che hanno visto la luce grazie all’opera instancabile di illuminati scillesi, del passato ma anche del nostro recentissimo presente.
Una fonte riporta che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, un giornale letterario “Il Vessillo” fu fondato da Agostino Minasi, che lo redasse prima tra Scilla e Messina e poi a Napoli. Ma la prima stagione forse di maggiore produzione ebbe inizio negli anni ’20 con il “Giornale di Scilla”, periodico pubblicato e diretto da Antonio Bellantoni dal 1922 al 1929. In quegli stessi anni però un’altra testata viene pubblicata con il titolo “Scilla”, si tratta di una rassegna mensile per l’incremento di Scilla e delle regioni calabro-sicule: il suo direttore è Rocco Bellantoni che pubblica il primo numero nel luglio 1923 e fino all’agosto del 1926. Due esempi editoriali inseriti a cavallo delle due guerre mondiali che mirano a contribuire al progresso culturale del nostro territorio, con il supporto grafico delle Officine Grafiche La Sicilia di Messina. Si diceva anni ricchi di progetti editoriali, alcuni di brevissima durata, quali “L’Etereo Polo”, rivista umoristica fondata nel 1921 da Emanuele Musco; “Hesperia”, rivista sportiva pubblicata nel 1923; “Sirena”, rivista letteraria illustrata e di varietà, pubblicata nel 1926 da Santi Paladino.
La seconda guerra mondiale, la necessaria ricostruzione e l’emigrazione, con i successivi anni del boom economico, probabilmente distraggono le risorse umane, culturali ed economiche ad altri ben più intensi impegni che gravano sul Paese. La nostra ricerca riprende quindi tra la fine degli anni ’60 con “Ju” stampata in ciclostile nel gennaio ’67 e “Palestra” nel 1968, entrambi editi dalla gioventù cattolica “Pier Giorgio Frassati”. Un secondo periodo di fecondo fermento editoriale, inizia invece con gli anni 70, e vi troviamo la pubblicazione di periodici di attualità e di politica, come nel luglio del 1971 di “Prospettiva Socialista” diretta dal prof. Giuseppe Vita; dall’agosto del 1971 al 1982 con “Il Proletario” diretto da Francesco Pizzarello e successivamente da Enzo Lacaria; nel ’72 “La Destra” un periodico stampato in ciclostile, con le originali copertine disegnate dal prof. Francesco Burzomato (che ringrazio per l’importante supporto nelle ricerche), e diretto da Antonio Dieni; sempre nel 1972 ritorna, seppur con breve durata, la testata “Il Giornale di Scilla” con editore Antonio Panuccio e diretto dal fratello, il prof. Pietro Panuccio; nel 1976 poi è la volta de “L’Obiettivo” un periodico mensile diretto da Antonino Denisi e pubblicato da un gruppo cristiano di impegno sociale tra Palmi, Bagnara, Scilla e Villa S.G. (quasi un antesignano dell’odierno Costa Viola Informa); nel marzo 1984 “Il Quaderno” con editore Paolo Caratozzolo e diretto da Alberto Consoli; e sempre degli anni 80 è “Il timone” con direttore Enzo Lacaria. Ma si ricordano anche pubblicazioni come “Il Lao”, “Poesis” e “Popsis, Eco di Aspromonte” tutte con richiami a uomini e al territorio di Scilla.
Gli anni 80 aprono invece un’altra lunga esperienza editoriale della comunità cristiana, si afferma così una testata, che forse raccoglie nel titolo il vero significato del raccontare nell’incontro, “La Strada” diretta, tra il marzo 1980 e il dicembre 1983, dall’arciprete don Pippo Curatola (oggi direttore responsabile dell’Avvenire di Calabria), per poi mutuarsi e rinascere nel febbraio 1984, in una nuova testata, denominata “Insieme… costruiamo la comunità” voluta e diretta dal suo successore, don Mimmo Marturano, con direttore responsabile mons. Salvatore Nunnari (oggi arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano). L’esperienza dei mensili della comunità cattolica si conclude poi nell’ottobre del 2004 con la breve tiratura di “Koinonìa… per cercare ciò che ci unisce” ispirata e diretta da don Bruno Verduci, e con il ritorno come direttore responsabile dell’importante firma di mons. Filippo Curatola. A cavallo tra gli anni novanta e gli inizi del nuovo secolo non mancano le pubblicazioni che si occupano in maniera più specializzata di arte, cultura e turismo: nel 1993 è la testata “Scilla” questa volta sotto forma di rivista, con direttore Tommaso Giusti mentre la direzione editoriale è di Pasquale Arbitrio, che abbina al mensile, qualche anno dopo nel ’97, anche il supplemento “Skyllea oggi”.
Alla fine del secolo scorso si inserisce invece una simpatica pubblicazione, siamo nel novembre 1998, e un gruppo di giovani pubblica “PreOccupati…?” un mensile satirico-culturale autogestito, precursore dell’odierno malanova.it (dove mantiene ancora quell’intelligente stile irriverente e satirico). L’inizio del nuovo millennio non vuole essere però da meno al vecchio Novecento, così nel febbraio 2002 è la volta di “Scillae Universitas” con direttore responsabile Tina Ferrera, prima donna giornalista a dirigere un periodico scillese, e che porta pure a battesimo, qualche anno più tardi nel maggio 2004, assumendone la direzione, anche il periodico di arte e turismo “Costa Viola Magazine” con editore la Zerouno Italia. Una menzione sentimentale, per chi scrive invece, va al periodico d’informazione, diretto anch’esso da Tina Ferrera, “Costa Viola Informa”, in cui si mette in risalto quel territorio costiero che va da Palmi a Villa S.Giovanni, attraverso una esperienza editoriale diversa, grazie alla Cooperativa Caravilla del bagnarese Carmelo Tripodi.
E arriviamo ai giorni nostri, con “Scilla!” esperienza appena nata per volontà dell’associazione culturale omonima e con direttore responsabile Pietro Bellantoni. La nostra indagine si ferma qui, la passione per la ricerca e il giornalismo ci ha spinto a ricordare protagonisti e riviste che hanno raccontato pezzi di storia e di territorio. Nessuno ce ne voglia se ne abbiamo dimenticato qualcuno, anzi accoglieremo i suggerimenti di buon grado per una puntuale ricostruzione. Nella certezza che la metamorfosi editoriale di Scilla continuerà negli anni avvenire con quella necessaria rigenerazione e quel fermento culturale, insito negli uomini “illuminati” scillesi, per continuare a mantenere la memoria di un popolo e di una terra.

Filippo Teramo

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