Archive for febbraio, 2012

27 febbraio 2012

Niente stipendi, manca il consuntivo

I dipendenti comunali sono senza stipendio da mesi. Ma a determinare questa situazione non sono state né la crisi economica né le nuove direttive del governo Monti. I soldi a Palazzo San Rocco ci sono, ma sono bloccati a causa della mancata approvazione del bilancio consuntivo 2010. Il 31 dicembre scorso è infatti scaduto l’affidamento alla Banca popolare del Mezzogiorno per la gestione della tesoreria comunale. La nuova gara d’appalto è stata vinta dalla Monte dei paschi di Siena. Un rapporto di collaborazione economica mai iniziato, perché Mps ha chiesto come condizione fondamentale per iniziare la gestione proprio il rendiconto annuale 2010, atto che l’amministrazione guidata da Pasquale Caratozzolo non intende ancora approvare. Oltre a questo ostacolo, Mps avrebbe deciso di bloccare la convenzione anche a causa del mancato rispetto di alcune procedure burocratiche. Negligenze che si spiegano difficilmente, considerato che la giunta comunale ha deciso di avvalersi di un nuovo professionista per le consulenze economiche. E così, per la prima volta da decenni, i dipendenti comunali restano a secco.

Pietro Bellantoni

27 febbraio 2012

Strada, il «galantuomo» che può salvare lo “Scillesi”

La fortunata espressione dell’assessore Santo Perina deve essere parafrasata: non è Pasquale Caratozzolo «l’unica persona in grado di salvare l’ospedale di Scilla», bensì Gino Strada. Il fondatore di Emergency ha accolto con favore la proposta lanciata dal sito Malanova.it, che in una lettera aperta chiedeva all’Ong di prendere in carico l’ormai quasi dismesso ospedale di Scilla. Il matrimonio tra lo “Scillesi” ed Emergency è difficile, ma non impossibile. In una recente intervista rilasciata al Corriere della Calabria, Strada ha dato la sua disponibilità a trovare le soluzioni migliori per permettere alla sua organizzazione di valutare seriamente la proposta. Le buone intenzioni ci sono, serve però un progetto che esenta Emergency da eventuali oneri finanziari. Intanto, però, Pietro Parrino, coordinatore dell’ufficio umanitario dell’Ong, si dichiara pronto a intavolare subito una trattativa con le istituzioni locali e l’Asp reggina. Di fronte ai mortificanti piani di riconversione proposti dal governatore Scopelliti, e silenziosamente accettati dalla giunta comunale, forse questa è l’unica possibilità di dare all’ospedale scillese una seconda vita.

Pietro Bellantoni

27 febbraio 2012

Il Comune ignora gli aiuti della Provincia

Scrivere una mail è un esercizio troppo faticoso per i nostri amministratori, totalmente presi dal tentativo, finora fallito, di mettere in atto un cambiamento troppe volte annunciato e mai attuato. Non si spiega altrimenti il silenzio del sindaco e di Santo Perina di fronte ad alcune circostanziate richieste dell’assessore provinciale alla Cultura. È il 20 settembre quando gli uffici del Comune ricevono due mail da Eduardo Lamberti Castronuovo. Due precise richieste di collaborazione tra i due enti al fine di migliorare l’offerta culturale di Scilla e di potenziare il suo patrimonio artistico. Ma l’invito, scaduto lo scorso 30 ottobre, è rimasto senza risposte. Il nostro giornale è riuscito a entrare in possesso di questi documenti, che testimoniano quantomeno disattenzione e disinteresse nei confronti delle realtà culturali scillesi. «Come primo atto di collaborazione – scrive Castronuovo nella prima lettera – vi prego di farmi avere a mezzo posta elettronica l’elenco di tutti i monumenti, le opere d’arte, gli edifici storici e i luoghi di culto esistenti nel vostro territorio, indicando lo stato di conservazione e la fruibilità attuale». L’indagine – si legge ancora – «sarà utile a una prima ricognizione del patrimonio culturale esistente nella provincia affinché si possa promuoverne la conoscenza e, ove necessario, avviare l’iter per il restauro». Stando alle reazioni (nessuna) di Caratozzolo e del suo assessore alla Cultura, Scilla non ha un patrimonio artistico e dunque non necessità nemmeno di aiuti per il restauro dei suoi beni culturali. Chissà se don Francesco Cuzzocrea – da tempo alla ricerca di fondi per ristrutturare le malandate chiese del paese – la pensa allo stesso modo. Nella seconda missiva, l’assessore provinciale chiede aiuto alla giunta scillese per effettuare un censimento sugli artisti e le associazioni culturali, «al fine di avviare quella politica che d’ora in avanti valorizzerà pressocché esclusivamente i talenti locali». Ma qui di talenti non c’è nemmeno l’ombra, sembra suggerire il silenzio dei due amministratori, effettivamente persuasi dell’inutilità di rispondere a inviti che potrebbero aiutare l’intero contesto culturale a crescere.

Pietro Bellantoni

27 febbraio 2012

Una scillese a Cannes

Quando il regista è entrato nella sua classe, non c’è stato nemmeno bisogno di farla parlare: sono bastati due folgoranti occhi blu e un viso dalla bellezza ipnotica per far cadere la scelta su di lei. E così, la campanella che annuncia agli studenti la fine delle lezioni e segna la liberazione temporanea dalle catene della scuola, per la scillese Giovanna Cacciola ha rappresentato invece una sorta di chiamata inesorabile verso una vocazione innata, verso una passione che fino a quel momento forse non sapeva nemmeno di avere. Da un giorno all’altro, a 16 anni, si è ritrovata su un set cinematografico, a recitare la parte di protagonista nel film “Con rabbia e con sapere”, del regista calabrese Demetrio Casile. Il volto dai contorni delicati e il fisico armonico hanno dato un contributo fondamentale per la scrittura finale, ma non sarebbero stati sufficienti se non accompagnati da una personalità fortemente magnetica nonostante la giovane età.

Nella pellicola, l’attrice pescata in un’aula del convitto “Tommaso Campanella” di Reggio interpreta il ruolo di Melina, una giovane scrittrice che cerca di realizzare il suo sogno di vita malgrado mille ostacoli. E il sogno di diventare una grande attrice, adesso Giovanna comincia ad accarezzarlo anche nella vita reale. I presupposti ci sono tutti, basta ascoltare quello che dice di lei Casile, letteralmente abbagliato dal talento che il caso o l’intuito gli ha fatto cadere tra le mani: «È una ragazza fantastica, una sorpresa incredibile. Se il film andrà bene, la sua carriera non si fermerà più. All’inizio il set la terrorizzava, poi, dopo poco tempo, è diventata una interprete straordinaria, quando entrava in scena mi sentivo il regista più sereno del mondo. È un volto perfetto per il cinema, un talento visivo naturale. In alcune scene avevo la necessità di farla diventare più brutta, ma è stato impossibile, è sempre magnificamente espressiva». Non si può certo ancora parlare di consacrazione, ma per una ragazza che prima di allora non aveva mai letto un copione né interpretato altri che se stessa nella vita di ogni giorno, sembra essere una benedizione a una carriera eccezionale.

Subito dopo i provini, Giovanna è stata però costretta a imparare a recitare la mattina per fare l’attrice la sera. Ad aiutarla c’era una insegnante di recitazione, ma i primi passi verso quello che sembra un destino Giovanna li ha mossi davanti allo specchio di casa: «Ero molto ansiosa, volevo prepararmi bene per i provini. Mi guardavo recitare e cercavo di migliorare le cose che non mi piacevano. Quando una domenica mattina mi hanno convocata per la selezione finale, ho capito che era quasi fatta». Era l’ultimo ostacolo, quello dell’improvvisazione: «Sono stata naturale e mi sono divertita moltissimo. Dopo tre giorni, mi hanno chiamato per la conferma. Avrei fatto il film. Ero felicissima». Giovanna capisce subito che oltre a fatica e impegno, fare l’attrice comporta anche tanti onori e vantaggi. E qui la forza dei sogni comincia a prendere il sopravvento su una forte e spiccata razionalità: «È meraviglioso tutto quello che c’è attorno al mondo del cinema. Fare l’attore è un lavoro unico, si inizia a lavorare da giovani e si viaggia continuamente». A questo punto il suo sguardo si perde nella leggerezza dei pensieri carichi di speranze comuni a tutti gli adolescenti. Nel suo scrigno segreto, Giovanna conserva però una vita lontana da Scilla, da spendere e realizzare all’estero. Parigi è in cima alla lista, ma nel suo elenco fantastico non mancano altre metropoli e altre esistenze, se il sogno di diventare un’attrice non dovesse concretizzarsi: «Spero di continuare nel cinema, ma non ho nessuna intenzione di illudermi: preferisco restare con i piedi per terra».

Lo conferma il suo atteggiamento alla fine delle riprese, quando invece di cullare speranze difficili decide di ritornare con più spirito alla vita di prima. Il suo unico scopo è stato quello di recuperare il tempo perduto a scuola, per non rovinare una media che la vede eccellere in quasi tutte le materie. Il quadro intero, racconta di una ragazza esigente, alle prese con il costante bisogno di mettersi alla prova e di superarsi, davanti alla cinepresa come nella vita di tutti i giorni. Da quegli occhi profondo oceano scintilla infatti una determinazione fuori dal comune, la stessa che deve aver convinto Casile ad affidare il buon esito del film a una ragazza alle prime armi e senza alcuna esperienza. Perfetta per recitare il ruolo di Melina, che si batte per dedicarsi alla letteratura malgrado tutto sembri impedirglielo. La scommessa del regista sembra vinta, ma Giovanna non ha nessuna intenzione di basarsi solo sulle sue qualità innate, visto che è già alla ricerca dei migliori corsi di recitazione, senza trascurare il resto: «Voglio riuscire a far convivere la nuova passione con la mia istruzione. Giusto il tempo del diploma, poi voglio trasferirmi per fare l’università o continuare a recitare». L’ipotesi di rimanere a Scilla e coltivare il sogno cinematografico non la sfiora nemmeno, e non potrebbe essere altrimenti: «Da queste parti hai solo la possibilità di scoprire le tue vocazioni e quello che ti piacerebbe fare nella vita. Poi però per realizzare queste cose devi necessariamente andare via».

 

LA SCHEDA – Il film
“Con rabbia e con sapere” racconta la storia di Melina, una ragazza sedicenne che cerca in tutti i modi di realizzare il proprio sogno di diventare una scrittrice, malgrado un ambiente sociale e familiare particolarmente ostile. Accanto alla sua vicenda, si intrecciano anche le sfide del cinefilo Giuseppe (interpretato da Davide Bruno) e di Ciccio (Giando Gattuso), che si allena sperando di poter partecipare un giorno alle Olimpiadi. Ambientato nella Calabria degli anni sessanta, il lungometraggio è stato girato interamente nei luoghi della provincia reggina. Il cast è composto principalmente da attori non professionisti, selezionati tra circa 12mila studenti delle scuole. La pellicola ha ricevuto i finanziamenti dal ministero dello Spettacolo in qualità film di “Interesse culturale nazionale”. Attualmente la produzione è alle prese con il montaggio delle scene, mentre è ancora incerta la data in cui il film
verrà proiettato nelle sale. Tutto dipende dai festival dove i produttori decideranno di presentarlo: se sarà Cannes, uscirà entro fine marzo, a settembre se invece si sceglierà la rassegna veneziana. Sono inoltre previste alcune partecipazioni a festival cinematografici di Los Angeles. Prodotto dalla Tree Pictures di Maurizio Santarelli, “Con rabbia e con sapere” sarà distribuito dalla Bolero film in Europa e dalla Isis international in America. Scenografie e costumi sono stati realizzati dagli allievi dell’Accademia di belle arti di Reggio. Nel film ci sarà anche un cameo del regista Pupi Avati e del fratello Antonio, che interpreteranno loro stessi.

Pietro Bellantoni

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