Archive for ‘Confidenziale’

14 maggio 2012

L’assessore che voleva imparare

Imbarazzo totale. Non c’è espressione più adatta per definire l’atmosfera che Totò Cambareri è riuscito a creare durante l’ultimo consiglio comunale. Tutto è avvenuto nel corso dell’intervento del capogruppo d’opposizione Pasquale Ciccone. L’ex candidato a sindaco sta dettando una frase da inserire a verbale, ma Cambareri interviene sarcasticamente per sottolineare l’insensatezza della locuzione «carente di irregolarità», pronunciata da Ciccone. Pronta la risposta di quest’ultimo che, tra il serio e il faceto, stigmatizza la presunta impreparazione scolastica di Cambareri. Il consigliere di Solano dà allora il meglio di sè, restituendo il “complimento” a Ciccone e aggiungendo: «Io te lo imparo l’italiano». Una gaffe clamorosa, un incidente grottesco che in un attimo ha trasformato l’ex assessore nell’oggetto dello scherno da lui stesso avviato. Per carità, un infortunio linguistico può capitare a tutti. Né c’è da dubitare della preparazione culturale di Cambareri. Forse, però, al di là delle scene da avanspettacolo, la cosa più grave è che il più volte assessore al Bilancio quello stesso giorno non abbia sentito il dovere di intervenire durante la discussione sul consuntivo 2010. Un bilancio che, molto più che le parole, rischia di mettere in ginocchio il Comune di Scilla.

14 maggio 2012

L’assessore che vuole copiare

Per fortuna il sindaco Caratozzolo non si è accorto di nulla, altrimenti il primo anno amministrativo sarebbe finito davvero male per l’assessore Ciccio Bova. Negli ultimi 10 mesi ha studiato a lungo, nel tentativo di superare brillantemente il primo esame della sua carriera politica. Ma la materia era lunga e complicata, e così l’assessore al Bilancio ha pensato bene di dare un’occhiatina al compito di Lucia Rachiele, l’esperta reclutata dal sindaco e prima della classe in materie economiche. Grazie ai bigliettini che gli ha passato durante tutto il Consiglio del 16 aprile, l’assessore è riuscito a consegnare in tempo il compito relativo al consuntivo 2010. Adesso tocca alla Corte dei conti valutare l’elaborato di Bova. Che già si sta preparando ai prossimi esami: il consuntivo 2011 e il preventivo 2012. C’è tanto da studiare, considerata anche la severità della commissione esaminatrice (l’opposizione). Lui, comunque, ce la mette tutta per non ripetere gli errori del passato. Anche se ha già allertato per tempo la Rachiele, sempre disponibile a dargli una mano. La prossima volta, però, Bova stia più attento. Caratozzolo non ama gli assessori copioni. Magari, piuttosto che i bigliettini, potrà farsi mandare un paio di sms. Non serve decifrare la calligrafia e non si rischia di essere scoperti.

14 maggio 2012

L’insensibilità dell’antistato

Non c’è che dire, la criminalità organizzata è proprio spietata. E con essa anche i vari gruppi terroristici, sinistroidi, anarcoinsurrezionalisti e via cantando. Il problema è che non capiscono la gravità dei momenti che amministratori o personaggi pubblici talvolta si trovano ad affrontare. La mancanza di tatto di queste forze dell’antistato si esplica insomma nei periodi più bui di un governo, o di una esistenza. È accaduto anche al governatore della Calabria, Peppe Scopelliti. Nel momento peggiore del suo mandato – cioè dopo le dichiarazioni rese a processo dal colonnello Valerio Giardina circa i suoi rapporti con noti esponenti della criminalità organizzata reggina -, ecco che spuntano fuori, verrebbe proprio da dire dal nulla, le Brigate rosse a minacciarlo. Già, le Brigate rosse. I terroristi in Calabria. Che minacciano Scopelliti. Quanta insensibilità. E che dire di Aldo Pecora, il fondatore del movimento Ammazzateci tutti? Stessa sorte anche per lui. Una lettera intimidatoria lasciata sul parabrezza dell’auto e due pericolosi finti giornalisti ad aspettarlo sotto casa, a Cinquefrondi. La ‘ndrangheta non poteva essere più improvvida: pochi giorni prima un giornale aveva scoperto che Pecora, il paladino dell’antimafia calabrese, vive con la famiglia in un immobile confiscato al clan Longo. Immaginate lo scandalo: uno che lotta contro la mafia ma al tempo stesso gli paga l’affitto. E, purtroppo, è successo anche qui, a Scilla. Ai danni del sindaco e della sua giunta. Proprio nel bel mezzo delle polemiche dovute alla chiusura dell’ospedale, ai mancati pagamenti degli stipendi ai dipendenti comunali e in seguito alle critiche di «un giornale mensile». Chissà quanti ce ne sono.

14 maggio 2012

I piagnistei del primo cittadino

Alzi la mano chi, nell’ultimo anno, non ha sentito questa espressione almeno una volta: «Mi dispiace, non abbiamo soldi, non possiamo fare niente. Il Comune è in una situazione disastrosa». Si tratta – è giusto riconoscerlo – di una trovata comunicativa vincente, di una premessa a un tempo efficace e spiazzante, perché in grado di lasciare senza parole anche l’interlocutore più esigente o, a seconda dei casi, più molesto. Ebbene, il sindaco Caratozzolo è riuscito a farne un marchio di fabbrica, un tesserino di riconoscimento adatto a ogni circostanza. Non c’è argomento per il quale la frase in questione non possa essere utilizzata. In effetti, se ci si ferma un attimo a riflettere, è anche un escamotage perfetto, un alibi difficile da smontare in un periodo storico in cui la crisi economica è più spietata che mai. È, però, altrettanto vero che le difficoltà in cui si dibatte il Comune di Scilla sono le stesse – con le debite proporzioni – in cui si trovano costretti tutti gli altri sindaci d’Italia. È giusto far sapere alla gente che il tempo delle vacche grasse è finito e ci sono sacrifici da fare. Ma poi? Oltre a questo, c’è qualcos’altro da dire? Cioè: il sindaco Caratozzolo, a parte i piagnistei quotidiani, ha un’idea di come superare questa triste congiuntura economica?

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