Archive for ‘Economia’

3 gennaio 2012

Ho visto un cinese… chiudere

Scilla ha stabilito un record a livello mondiale, registrando la chiusura di un negozio cinese, dopo pochi anni di attività. Una circostanza che deve far riflettere, considerato che l’imprenditoria del Celeste impero oggi ha una presenza capillare ai quattro angoli del pianeta. Dalla sua ha manodopera a costo zero e prezzi bassissimi, come bassissima è la qualità dei prodotti messi in vendita. Eppure lo sbarco in occidente delle merci “made in China” sta destabilizzando le economie dei paesi più sviluppati, che già da tempo stanno cercando le contromisure giuste per limitare la colonizzazione cinese, sempre più pervasiva e agguerrita. Ma Scilla è un paese strano: qui i commercianti cinesi non devono essere cacciati, se ne vanno da soli. Lo Yuan non gira, c’è poco da fare, meglio spostarsi e trovare una nuova collocazione più redditizia, magari in cima a un cucuzzolo sperduto d’Aspromonte. Qui le imprese, anche le più raffazzonate e misere, chiudono. È evidente quanto sia decisiva la risoluzione di questo problema: il paese sta lanciando un grido d’allarme che la classe dirigente deve ascoltare, ponendo le basi per risolvere le varie problematiche del territorio e intervenire con giusti rimedi.
Mentre nel periodo estivo le attività commerciali e gli operatori turistici riescono ad avere un giro d’affari brillante (anche se ridotto esclusivamente al mese di agosto), nei restanti mesi si verifica un calo verticale delle entrate, anche perché si basa quasi esclusivamente di turismo balneare, poco organizzato e con offerte commerciali più all’insegna del “fai da te” e del “volemose bene” che di un vero sistema turistico efficace. Il nostro Comune è obbligato a investire su un’idea di turismo ecosostenibile e di qualità, stimolando gli operatori del settore ad attuare una politica sulla vivibilità, puntando sull’accoglienza, sulla professionalità, su prodotti di nicchia. Si deve creare un metodo che ci garantisca di camminare tutti nella stessa direzione e non in maniera singola ed arbitraria. Il paese deve diventare più vivibile, creando isole pedonali nei centri turistici e costruendo infrastrutture che servono. I turisti devono avere più servizi, più informazioni, più attrazioni e soggiornare per un lasso di tempo maggiore, nel divertimento, nell’armonia e nella pace, così da essere loro stessi i veicoli pubblicitari del posto. Bisogna accogliere bene i visitatori, mostrando loro affidabilità, serietà e sicurezza facendogli apprezzare nel modo migliore l’incantevole paesaggio e tutte le peculiarità positive del nostro paese.
Per ottenere tutto ciò si deve intervenire con i fatti e non perdere tempo e soprattutto non tergiversare. L’associazione commercianti “Scilla Futura” fin dalla sua fondazione ha cercato di stimolare le imprese sempre in termini di gruppo, di unione, di legalità e funzionalità del territorio. Al percorso enogastronomico “le vie del gusto”, ideato nel 2009, hanno aderito tutti i ristoranti della zona, anche quelli extra comunali; al secondo “Scilla raddoppia”, a cavallo tra il 2009-10, hanno partecipato la metà di essi; al terzo e ultimo, “Luglio nel gusto”, nel 2010, c’è stata pochissima partecipazione. Alla prima riunione tutti i ristoratori avevano un atteggiamento positivo ed entusiasmante nei confronti dell’iniziativa, smentendosi poi con i fatti nel momento operativo, cioè quando dovevano proporre l’iniziativa nel proprio locale.
Infatti l’evento pur avendo un successo iniziale è fallita per colpa di alcuni ristoratori di Scilla che si ponevano nei confronti dei clienti delle “Vie del gusto” spesso con superficialità e tante volte non osservando le regole stabilite, con comportamenti arbitrari e compromettendo forse per sempre sia l’immagine dell’iniziativa che dell’intero paese.
Ancora più grave è stato il comportamento degli altri esercenti nell’iniziativa “Chiu Scilla pi tutti” la famosa operazione del giovedi con l’abbattimento dei prezzi, dove tanti hanno firmando la partecipazione all’evento per poi non rispettarla nei fatti. È proprio vero il detto scillese che dice “a pignata in comuni non bugghi mai”, perché proprio di questo si tratta, nel senso che la stragrande maggioranza dei commercianti di Scilla non sente proprio il senso comune delle cose, ma viceversa è molto attenta e si fa in quattro per adoperarsi, anche con frenesia, per risolvere le problematiche personali. Questo atteggiamento chiuso e introverso, col tempo ha fatto emergere un atteggiamento che sfiora “il cannibalismo commerciale”: si pensa più a togliere delle fette di mercato ai colleghi piuttosto che a migliorare le condizioni generali nel rispetto di una sana competitività.
È anche vero, altresì, che in questo paese ci sono numerose realtà positive che operano nell’associazionismo e nel volontariato, che sono ormai diventate le risorse più importanti che la comunità scillese possiede. L’associazionismo è l’esempio positivo che la nostra classe dirigente deve seguire, soprattutto ora che esistono enormi difficoltà economiche anche a livello globale. Bisogna finalmente mettere ai margini le convenienze di pochi per ottenere la risoluzione dei problemi di molti. Servono più unità e solidarietà: solo così si può pensare di rimuovere gli ostacoli che da tempo, troppo tempo, opprimono un’intera comunità e le sua speranza di un futuro migliore.

Enrico Pescatore

6 novembre 2011

Scilla va sempre più giù

La stagione estiva appena conclusa ha messo ancor più in evidenza quello che è un costante trend che, da almeno 6 anni a questa parte, caratterizza l’estate scillese: il calo delle presenze. Le lamentele degli operatori turistici locali (ristoratori e proprietari di stabilimenti balneari soprattutto) sono sempre più diffuse, a causa di un costante calo degli affari, diventato ancora più drammatico a causa della crisi economica globale.

La tendenza non è circoscritta solo a Scilla, ma si estende a tutta la regione e all’intero territorio nazionale. In tutta Italia, dal 2008, si sono registrate sensibili diminuzioni sia per quanto riguarda i redditi prodotti dalle imprese operanti nell’ambito della ristorazione, così come le prenotazioni e la durata media dei soggiorni nelle località turistiche. Anche se la tendenza che riguarda Scilla ha lo stesso segno (negativo, ovviamente) di quella nazionale, nello specifico le cause di fondo che hanno portato a una flessione dell’attività turistica sono ben diverse e vanno oltre la crisi economica, avendo origine ancor prima del famoso 2008. A detta di alcuni operatori del settore (che abbiamo intervistato) Scilla subisce questo andamento almeno dal 2006, con flessioni, anche se non sostanziose come quelle degli ultimi anni, già presenti dal 2002.

In termini percentuali, per quanto riguarda il settore della ristorazione, il calo stimato è  del 20%, mentre per quanto riguarda il comparto alberghiero a livello di arrivi si è avuto un leggero miglioramento (i posti letto sono aumentati negli ultimi anni, arrivando a oltre 200, dato importante rispetto allo scenario precedente, ma ancora poco se confrontato ad altre realtà turistiche calabresi di prima fascia), ma è diminuita la durata media del soggiorno, cosa presumibilmente indotta dalla crisi economica.  Fino a pochi anni orsono Scilla era la meta privilegiata di ogni turista delle zone limitrofe e non, ma negli ultimi anni ha subìto un declassamento nelle preferenze dei turisti: ciò da un lato è dovuto alla mancata capacità di migliorare l’offerta turistica, dall’altro alla sempre crescente competitività delle località vicine, che hanno sottratto visitatori abituali al nostro paese (Reggio Calabria, soprattutto dopo l’apertura dei “lidi”;  Bagnara Calabra; il litorale jonico, che negli ultimi anni ha avuto una certa espansione).

I problemi e le cause sono vari, la cui stragrande maggioranza arcinote ai più: tanto per cominciare, la carenza di posti auto che limita, e di molto, lo sviluppo del paese. Per Rocco Giordano, capofila degli imprenditori scillesi e fonte attendibile per tastare il polso alla situazione, «La crescita è frenata soprattutto dalla mancanza di parcheggi. Scilla è sempre amata dai turisti, che continuano, seppur tra mille disagi, a visitarla. La creazione di nuovi e numerosi posti auto porterebbe un aumento del flusso dei visitatori almeno del 50%».

Le infrastrutture sono la nota più dolente per Scilla. Da questo punto di vista le carenze sono innumerevoli. La priorità è senza dubbio il porto turistico, idea già in cantiere i cui lavori dovrebbero partire a breve. Un nuovo scalo foraneo capace di accogliere grandi scafi e di offrire tutti i servizi principali (rifornimento, rimessaggio, riparazioni) garantirebbe un primo importante passo in avanti per un settore alle prese con una stagnazione storica, solo leggermente incrinata di recente da iniziative imprenditoriali private. Il porto potrebbe determinare una accelerazione importante per la realizzazione di altre opere secondarie ma fondamentali per una località turistica dalle grandi ambizioni.

Per ora ai desideri non seguono i fatti, a causa soprattutto della carenza di strutture ricettive. I posti letto (comunque cresciuti in maniera considerevole negli ultimi anni, fino a toccare quota 200, grazie soprattutto all’apertura di numerosi bed and breakfast) sono comunque inferiori alla domanda, e un’espansione del turismo scillese non può prescindere dalla creazione di nuovi. Scilla non si è mai espressa al massimo delle sue potenzialità, neanche quando l’economia era solida e c’erano i margini per uno sviluppo strutturale del territorio. Il picco che le spetta per la naturale bellezza paesaggistica non è mai stato raggiunto.

Secondo Domenico Scarano, proprietario del ristorante/albergo “Krataiis”: «È necessaria una crescita culturale da parte di tutta la comunità. Le istituzioni, soprattutto l’amministrazione comunale, devono mettere in campo un maggior impegno in termini di appoggio e incentivazione all’imprenditoria, oltre a uno sforzo per il miglioramento della vivibilità del paese, attraverso servizi efficienti e infrastrutture che migliorano l’offerta turistica e apportano benessere a tutti i cittadini».

Un altro passo in avanti può essere fatto mediante la stipula di accordi commerciali con i vari operatori turistici. Senza dimenticare gli investimenti pubblicitari, attraverso i quali si possa reclamizzare, soprattutto in ambito nazionale e internazionale, ciò che il nostro territorio può offrire, ampliandone l’offerta turistica che e rafforzando l’immagine di Scilla all’esterno.

Cesare Catalano

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