Archive for ‘Luogo comune’

5 novembre 2011

Basta con i manifesti a go go

C’è un piccolo grande intervento che potrebbe immediatamente migliorare l’immagine di Scilla e la percezione che ne hanno i visitatori: la regolamentazione delle affissioni pubbliche. È abbastanza evidente a tutti quanto il lassismo relativo alla questione concorra a sprofondare il paese verso un degrado difficilmente accettabile, soprattutto se si tiene conto di quanto poco basterebbe per risolvere il problema. Oggi, Scilla è piastrellata di annunci pubblicitari che campeggiano dappertutto. Avvisi strappati, comunicazioni consunte, strati e strati di carta e colla che sedimentano sui muri della città. E ci restano un tempo immemorabile. Una pulizia, seppur sommaria, in media avviene ogni cinque anni, al momento delle elezioni, politiche ma soprattutto amministrative. In quei casi, Scilla è invasa nottetempo da un’orda di barbari armati di secchiello, che lottano per strappare nel minor tempo possibile i manifesti della potenza nemica, per riappiccicare subito dopo i propri.

Notevole la capacità di stare al passo con la concorrenza: oltre a muri, bidoni dell’immondizia e case private, da un paio d’anni è in voga la moda di utilizzare le pareti più alte e inaccessibili. Provate voi a staccare. Guai a chi tocca, comunque. C’è stato infatti anche un tempo in cui i vari candidati pagavano dei guardiani per sorvegliare il manifesto appena incollato. Un abusivismo totale, dunque, inarrestabile. Per non parlare dei necrologi. Certo, in questo caso almeno si può dire che esistono dei posti deputati: sulle cassette dell’Enel di via Matteotti, sulla parete della scuola elementare di Marina, sui bidoni di via Parco  (attenti, i gatti sono in agguato).

Ma insomma, ci vuol tanto a dare degna comunicazione dei morti scillesi? Quanti soldi ci vorranno mai per installare delle tabelle acconce ad ospitare tutti queste benedette (è proprio il caso di dirlo) pubblicazioni? Ne basterebbero una decina, collocate con un certo raziocinio nei vari quartieri della città. Il risultato sarebbe grandissimo con uno sforzo minimo. La sensazione latente di vivere in una realtà degradata lascerebbe lentamente posto alla consapevolezza di un nuovo ordine e di una inedita pulizia. Sempre che l’ordine e la pulizia facciano parte dei nostri propositi. Coraggio, facciamo preventivi, scegliamo colori e formati, ragioniamo sul dove e sul quando. Non sul perché, però. Quello è chiaro a tutti.

Pietro Bellantoni

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