Archive for ‘Turismo consapevole’

14 maggio 2012

Nuove strategie

È difficile attuare una vera politica del turismo, soprattutto quando la carenza di strutture non può soddisfare le esigenze di chi viaggia e ama conoscere posti nuovi. Il turismo a Scilla si basa esclusivamente sulle bellezze naturali, mentre bisognerebbe trovare nuove offerte e attuare strategie più idonee che permettano ai turisti di conoscere storia, cultura, usi, artigianato e cucina specifici del luogo, abbinando il turismo marino con quello collinare e montano. Sarebbe dunque il caso di promuovere escursioni in località vicine, come le grotte di Tremusa, situate all’interno del territorio di Melia ed il Parco Nazionale d’Aspromonte; ma anche visite guidate presso altri posti caratteristici della Calabria come Gerace, Stilo e Tropea. Alle grotte di Tremusa, forse non si è mai dato il giusto valore: esplorate per la prima volta nel 1984, nel 2003 il Comune affidò al Club alpino italiano un’indagine conoscitiva in cui emersero interessanti osservazioni sull’aspetto geologico, paleontologico e toponomastico. Perché non visitare poi il Parco Nazionale d’Aspromonte pieno di fascino per il suo ambiente naturale? Esplorarlo significherebbe percorrere itinerari escursionistici che fanno vivere esperienze irripetibili. La presenza di boschi è notevole e offre la possibilità di trascorrere giornate di relax, respirando aria pura, conoscendo oltre alle bellezze naturali la storia delle popolazioni locali, soprattutto di quelle che parlano la lingua grecanica. Affinchè ciò possa essere realizzato, è necessario che il Comune provveda a proprio carico a organizzare il trasporto, formando anche delle guide turistiche in grado di offrire un servizio completo ai visitatori. Si potrebbe offrire così un nuovo modo di fare turismo: alla tradizione si abbineranno facilmente l’agriturismo, la natura e la storia.

Franca Ciccone

27 febbraio 2012

Cosa manca in via Bastia

Il quartiere Bastia ha il suo fascino, la sua bellezza, ed è giusto che venga finalmente valorizzato. Le case intervallate da vicoli più o meno grandi, da scale che sfociano sulla via Minasi, costringono passanti e turisti a volgere lo sguardo per ammirare estasiati i favolosi tramonti e il panorama ineguagliabile. Sono tanti gli interventi che si potrebbero predisporre per dare a questa zona del paese un nuovo volto. Una nuova via di collegamento che attraversasse il torrente Livorno potrebbe contribuire in modo sostanziale alla espansione territoriale e abitativa dell’intera città. Lo spazio c’è, manca la volontà politica di pensare a progetti in grado di rimettere in moto l’intero circuito economico. Sarebbe anche opportuno che si valorizzasse il monumento che celebra il pescespada, ormai da troppo tempo abbandonato. Forse sarebbe il caso di collocarlo nuovamente all’interno di una piccola vasca circolare, con ai bordi una chiusura in vetro illuminata. Basterebbe poco per migliorare questo rione e renderlo degno di fare parte di un centro storico. Passi avanti se ne sono fatti, ma è necessario provvedere alla creazione di una pavimentazione adeguata e a un potenziamento degli impianti elettrici.

Franca Ciccone

3 gennaio 2012

Investire nel futuro

A Scilla si è sempre avvertita l’esigenza di una svolta radicale, rivelatasi sempre, purtroppo, una utopia. Bisogna ammettere che negli scillesi si riscontra una strana tendenza che troppo spesso li porta a prediligere “l’altro”, il forestiero. A provarlo ci sono tutte quelle innumerevoli iniziative imprenditoriali fallite miseramente. Colpa della mentalità? Questione di fortuna, di poca capacità? Un po’ dell’una e dell’altra ipotesi. Se ci abbandonassimo ad una competizione costruttiva e non disfattista, e se avessimo il coraggio di rischiare per investire nel nostro paese, sicuramente qualcosa potrebbe cambiare.
La nostra città è ricca di un tesoro inestimabile, ma questo non basta. Sono necessarie anche le strutture, e bisognerebbe soprattutto fare associazionismo, coinvolgendo giovani, imprenditori e professionisti, affinché attraverso sani confronti possa scaturire la cultura dell’investimento all’interno del paese. Perché ciò non avviene? E perché altri posti della costa tirrenica sono commercialmente più evoluti di noi? Sicuramente la mentalità è diversa: investono e realizzano opere all’interno dei propri paesi, contribuendo allo sviluppo turistico e di altri settori. Sarebbe ora di svegliarsi, soprattutto i giovani, che devono testare sul campo le loro capacità per cercare di creare un futuro migliore. Un nuovo look per Scilla, una cura maggiore dell’ambiente, un piano di investimenti, sono tutti passaggi fondamentali per raggiungere lo scopo. Bisogna lottare affinché le cose cambino in meglio, affinché le istituzioni favoriscano la collocazione dei giovani all’interno del proprio paese. Solo così si cambia il futuro di una cittadina che spesso ci rimproverano di non sapere valorizzare.

Franca Ciccone

5 novembre 2011

Isola pedonale, Chianalea non può aspettare

Lo sviluppo di Chianalea può essere realizzato solo se cerchiamo di attivarci per migliorare e valorizzare le ricchezze che abbiamo. Dopo decenni di promesse e buoni propositi, è finalmente arrivato il momento di dare al quartiere  antico quella vocazione turistica che giustamente gli spetta. Chianalea ha bisogno di cambiare  il suo look e sarebbe il caso di iniziare con la realizzazione di un’isola pedonale, altamente necessaria oltre che per disciplinare il traffico, anche per rendere più vivibile il soggiorno ai numerosi turisti. Solo così, infatti, si darebbe la possibilità al visitatore di ammirare con serenità le bellezze del borgo. A tale scopo, condividendo il pensiero di molti cittadini, sarebbe opportuno che l’ assessore al turismo, Santo Perina, si adoperasse per la effettiva realizzazione del progetto. Non è necessario avere l’isola pedonale tutto l’anno, ma la sua assenza nel periodo estivo è davvero dannosa per l’immagine dell’intera città. Un turista che mentre passeggia rischia di essere investito da un ciclomotore, di certo, non serberà un bel ricordo del suo soggiorno scillese. Quantomeno starà più attento alla incolumità dei suoi figli piuttosto che alla bellezza incantevole dei luoghi che visita.

Questa esperienza è già stata testata per Marina Grande, nell’estate del 1992. Il traffico veniva bloccato dalle 21 alle 24, ed era consentita la circolazione solo ai mezzi dei residenti della zona. In seguito ad una serie di interviste fatte all’epoca, e ad una accurata analisi, si è potuto constatare che per i cittadini è stata un’esperienza molto positiva. Cosa impedisce di ripetere la stessa iniziativa a Chianalea? Si apporterebbero sicuramente dei vantaggi, vista anche la strutturazione del quartiere.

Per garantire comunque la mobilità, soprattutto ad anziani e disabili, il Comune potrebbe predisporre dei mezzi elettrici ad uso e consumo dei soli residenti. Il carico/scarico merci, potrebbe essere effettuato in orari specifici, soprattutto al mattino, quando il flusso di bagnanti e visitatori è meno intenso. Notevole sarebbe inoltre il recupero di spazi utili per la programmazione turistica. La fine del trambusto dei mezzi meccanici riporterebbe infine Chianalea alla sua vera essenza di quartiere magico e misterioso, in cui poter godere senza preoccupazioni le meraviglie uniche che solo il borgo marinaro può offrire. Il movimento quieto del mare potrebbe allora essere l’unico accompagnamento a spettacoli di orchestrine, che nelle calde serate estive, insediate nelle viuzze, con le loro note renderebbero irripetibile l’atmosfera di questo incantevole borgo.

Franca Ciccone

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