Archive for ‘Sport’

14 maggio 2012

Piccoli Maicon crescono

Il calcio è sempre stata la sua passione. Già all’età di 7 anni inizia a tirare i primi calci al pallone. Alessandro Sciarrone a 19 anni ha già alle spalle un’esperienza calcistica notevole. Otto anni li ha passati alla Gallicese, mentre da tre stagioni gioca nell’Hinterreggio, la squadra reggina che sogna il grande salto in Lega pro, dopo essere stata in testa alla classifica di serie D per gran parte del campionato. A contenderle il titolo, squadre del calibro di Messina e Cosenza. La lotta per la promozione sarà dura fino alla fine, ma gli uomini di mister Di Maria sono intenzionati a non mollare, in vista di un traguardo difficile solo da immaginare fino a qualche mese fa. A lottare, ci sarà anche Sciarrone, residente a Gallico ma con origini scillesi. Dopo solo una settimana di prova riesce a entrare nella seconda squadra di Reggio. Un periodo durante il quale riesce a mostrare le sue qualità. Ben presto conquista la dirigenza, che lo vuole subito in squadra. Viene subito inserito negli allievi regionali, ma contemporaneamente si allena anche con gli juniores nazionali. La società nota le sue potenzialità, per questo motivo lo tiene in tutt’e due le categorie, trattamento riservato a pochi. Lo scorso anno inizia direttamente con la juniores: è costretto ad abbandonare gli allievi per la sua età che superava la soglia minima. Anche qui grandi soddisfazioni, la squadra mantiene la seconda posizione. Arriva la convocazione in prima squadra. Dopo la prima settimana di allenamento, viene subito convocato a giocare, anche se a campionato quasi finito.
La prima partita in serie D è contro l’Interpiana. Sciarrone entra nel secondo tempo. Ma la settimana successiva gioca tutta la partita da titolare. Quest’anno invece parte dalla panchina, fa bene nella partita contro il Messina, derby importantissimo, e per questo viene convocato anche per la gara successiva, ma purtroppo durante la settimana si infortuna e deve stare fermo per due giornate di campionato. Appena ritornato in forma, il mister lo rischiera titolare contro la Battipagliese, squadra che mantiene sempre alta la sua posizione in classifica. Da qui in poi gioca tutte le partite come titolare, senza neanche una sostituzione. «Il gol più bello che ho fatto? Hinterreggio–Marsala, era un recupero, la gara era stata rimandata per impraticabilità del campo. Era una partita fondamentale per noi, perchè perderla avrebbe significato dover mantenere un distacco minimo di solo un punto dalla seconda classificata». C’era grande tensione, il primo tempo finisce 0-0 e l’ansia continuava ad aumentare. «Al fischio d’inizio del secondo tempo – continua Sciarrone – siamo partiti più carichi, lasciando agli avversari poche possibilità. Ma il gol ancora non arrivava, nonostante tutti i tentativi». Poi, finalmente, il momento arriva: «Franceschini (ex della Reggina, ndr) di testa appoggia a Palumbo, che la passa a me. Stoppo la palla e inizio a puntare l’area. Tutti si aspettano un cross, ma il portiere è di poco fuori dalla linea di porta. Faccio scavino sul secondo palo e gol. Abbiamo vinto 1 a 0!».
Il piccolo talento dell’Hinterreggio si allena tutti i giorni e nella sua squadra può misurarsi con ex giocatori di serie A e B come lo stesso Franceschini, Ungaro e Vicari. Sono i più grandi e i più esperti e danno un grosso sostegno a tutti gli altri giocatori. Il nostro campione lo definisce «un gruppo fantastico, ci si trova bene con tutti, soprattutto con l’allenatore. Se sto diventando qualcuno nel calcio devo un grazie anche a loro perché già prima che inizi la partita mi preparano psicologicamente con varie raccomandazioni e poi se in campo capita di sbagliare qualcosa, ci sono sempre loro a coprire un eventuale errore. Ed è capitato più di una volta che Franceschini si addossasse la colpa di qualche mia svista. È grande esempio di umiltà. Comunque, è quasi impossibile sbagliare, sono circondato da esperti». Terzino destro in campo, studente quando toglie gli scarpini. Sciarrone è iscritto alla facoltà di Economia di Messina. Il fine settimana è sempre in ritiro con la squadra, quindi salta il sabato sera con gli amici, ma sembra non pesargli.
Adesso si sta impegnando per diventare qualcuno, sogna il suo futuro in serie A. E, ad ispirarlo, c’è il giocatore dell’Inter Maicon, un big del calcio mondiale: «Magari potessi diventare come lui! Mi piace molto il suo modo di giocare. Anche se adesso la mia unica preoccupazione è di non arrivare a 30 anni con tutte le ossa rotte! Nel calcio è così, finisce sempre che ti rompi qualcosa». È ancora giovane, ma ha già collezionato le classiche “cicatrici” professionali. Due anni fa, dopo l’impatto con un avversario, si è procurato una doppia frattura al naso. Quest’anno, invece, è stato più fortunato, rimediando “solo” alcune distorsioni alla caviglia e alla spalla, che lo hanno costretto a riposo per due settimane. Rischi del mestiere che vanno messi in conto. Sciarrone però non se ne preoccupa affatto e guarda avanti, verso un futuro che si annuncia promettente.
Lui, in ogni caso, è pronto a fare tutto il necessario per realizzare il suo sogno: arrivare in serie A. Le qualità ci sono tutte. Ora non bisogna fare altro che aspettare che il suo talento sbocci definitivamente.

Natalì Giacobbe

3 gennaio 2012

«Col mio Zip in giro per l’Italia»

Ha solo 17 anni quando inizia ad avere la passione per le corse. Tutto ha inizio quando, sfogliando la rivista “Moto Sprint”, legge un annuncio che riguarda le gare con gli scooter. Decide di iscriversi, ma il posto più vicino per correre era la Sicilia. A Vittoria precisamente, in provincia di Ragusa. Per partecipare a quel Trofeo, nell’inverno del 2004 inizia a lavorare al suo scooter, uno Zip Piaggio. Facendo tutto da solo. «A Vittoria l’emozione era tanta, ero molto teso. Sono arrivato quindicesimo, ma è stata comunque una soddisfazione riuscire a completare il giro. Quella è stata la mia prima esperienza in pista. Gli altri concorrenti avevano tutti già fatto altre corse ed avevano un team di collaboratori alle spalle. Con me c’era solo il mio motorino». A metà stagione del campionato, però, cade procurandosi la frattura di tibia e perone che gli comporterà una pausa di quattro mesi. Passano solo tre giorni e ricomincia ad allenarsi. Torna a gareggiare in Sicilia, dove nella stagione 2005/2006 riesce a rientrare tra i primi dieci della classifica: «Per me quella è stata quasi una vittoria», dice Catanese, con un bel sorriso.
È stata la molla che lo ha spinto a credere ancora di più in se stesso e a tentare, a livello nazionale, il Campionato italiano Malossi. Nel biennio 2007-09, si sposta in giro per l’Italia. Da Latina, nel circuito Sagittario famoso per aver ospitato Max Biaggi, a Bari e Rovigo, la sua tappa più lontana. Tutto rigorosamente a sue spese: «Smontavo il motorino, lo mettevo in macchina e partivo». Chilometri e chilometri di viaggio, arrivato in pista montava una tenda e ci dormiva dentro.
Ma le soddisfazioni alla fine arrivano. Nel 2009 conquista il podio nel Circuito internazionale di Napoli, aggiudicandosi proprio la prima posizione e conclude l’anno agonistico arrivando quarto in classifica generale. Con questi risultati suscita l’interesse della compagnia Stage 6, che gli propone di correre come pilota ufficiale nella categoria 70/95. In tutto l’anno agonistico vince sette gare, in quattro si aggiudica sempre le prime posizioni e in una delle ultime cade ma conquista comunque il podio al secondo posto. La caduta lo penalizza in classifica generale, ma il secondo posto è suo a soli tre punti di distanza dal primo classificato. Grande risultato per lui e per il team, che lo riconferma per la stagione successiva. A metà campionato, però, cade un’altra volta e si rompe il polso destro. Dopo una settimana partecipa all’ultima gara e arriva quarto.
Oggi spera nella riconferma della Stage 6.
Abbiamo parlato dell’Orazio pilota, ma la sua personalità?
«Cerco sempre di superare i miei limiti, sono un tipo competitivo».
C’è un pilota a cui ti ispiri?
«Valentino Rossi, indubbiamente. Una volta sono riuscito a intrufolarmi nei box del Mugello, e me lo sono ritrovato davanti. Il tempo di riuscire a realizzare ed era già andato via».
I risultati ottenuti sono solo frutto di una grande volontà?
«Devo essere riconoscente a chi mi ha aiutato ad entrare in questo ambiente, ma poi mi sono fatto strada da solo. Col tempo ho conquistato anche i riconoscimenti di chi non mi riteneva all’altezza».

Natalì Giacobbe

 

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