Posts tagged ‘mario giordano’

26 giugno 2012

Giordano lascia la maggioranza: “Politica da marciapiede”

Mario Giordano abbandona la maggioranza guidata dal sindaco Pasquale Caratozzolo. La decisione è stata comunicata quest’oggi per mezzo di una lettera, indirizzata al primo cittadino di Scilla. Giordano ha rimesso tutte le deleghe ma continuerà a esercitare il suo ruolo di consigliere comunale dai banchi dell’opposizione. Diventa dunque molto probabile il suo passaggio nel gruppo di minoranza “Insieme per il progresso”. In questo caso, Caratozzolo continuerebbe ad avere la maggioranza numerica in Consiglio, ma non quella politica, considerato che Giordano alle ultime elezioni ha ottenuto circa 120 preferenze, con l’attuale amministrazione vincente per uno scarto di soli 46 voti.
Nell’annunciare le sue intenzioni, Giordano ha riservato parole durissime nei confronti del sindaco Caratozzolo, accusato di portare avanti una politica «di stanze semideserte o da marciapiede». Dalle parole dell’ormai ex membro della maggioranza traspare l’amarezza per un progetto politico fallito troppo presto. «La nostra – ha ricordato – è stata una meravigliosa campagna elettorale, laboriosa e sofferta, dove ognuno è andato al di là del proprio cuore, chiedendo l’apporto di giovani e giovanissimi, adulti e anziani». «Ma per raggiungere quale obiettivo? Sconfiggere la politica del sindaco uscente Ciccone oppure gettare le basi per una politica costruttiva, propositiva e operante per il paese e la popolazione tutta?», si è chiesto il consigliere comunale. Che ha chiarito subito la sua posizione: «Questa seconda ipotesi ha certamente animato la mia volontà di scendere in campo». Una scelta che però è stata ben presto delusa, a un anno esatto dalle ultime consultazioni elettorali. Secondo Giordano, «Scilla rimane sempre più soffocata da una politica che non ha il coraggio di cambiare. I nostri intenti basati sul coinvolgimento di tanti giovani, da sempre derisi, tutte le associazioni da Lei stesso chiamate in causa (si riferisce al sindaco, ndr) e tutti i gruppi che hanno animato e sospinto la nostra lista, che fine hanno fatto? Si pensa veramente che senza il loro apporto Scilla potrà avere le stesse prospettive di sviluppo? Non credo proprio».  La decisione del consigliere arriva in un momento particolarmente difficile per l’amministrazione comunale. Solo qualche giorno fa, il primo cittadino di Scilla ha dovuto incassare le forti critiche del vicesindaco Mimmo Mollica, che lo ha implicitamente accusato di non aver fatto nulla per salvare l’ospedale di Scilla. «Ci fosse stato un politico di prestigio – queste le sue parole  – le cose sarebbero andate diversamente». Nello scorso mese di ottobre, invece, l’intero esecutivo comunale era stato sciolto dal Tar, in seguito al ricorso presentato dalla consigliera di maggioranza (poi divenuta assessore) Loredana De Lorenzo, che chiedeva il rispetto della normativa sulle quote rosa. Insomma, in un solo anno di governo l’amministrazione Caratozzolo ha già mostrato più di una crepa. Una situazione che non fa ben sperare sulla tenuta della maggioranza per i prossimi quattro anni.

Pietro Bellantoni

6 novembre 2011

Delorenzo contro tutti (ma vince lei)

Erano in molti a ridere di nascosto durante il primo consiglio comunale dell’era Caratozzolo, quando Loredana Delorenzo minacciò il ricorso al Tar per far valere il rispetto della normativa sulle quote rosa. Una mossa a sorpresa con la quale chiedeva al sindaco di rivedere le nomine assessorili che la vedevano esclusa. Una richiesta caduta nel vuoto. La ratifica delle deleghe continuò il suo iter, lasciando fuori l’unica donna presente in consiglio comunale. Per la giovane avvocatessa sembrava una sconfitta. Invece, 6 mesi dopo, la rivincita: il tribunale amministrativo accoglie il suo ricorso e scioglie la giunta comunale, per “violazione dei principi costituzionali e legislativi in materia di pari opportunità”. Un provvedimento destinato a fare giurisprudenza e a scatenare un terremoto in consiglio comunale. Il meccanismo apparentemente perfetto (ma criticato per anni dai consiglieri di minoranza poi diventati assessori) degli incarichi assegnati in base alle preferenze ottenute, salta: per il momento, Mimmo Mollica, Ciccio Bova, Totò Santacroce e Santo Perina sono semplici consiglieri.

Non è difficile ipotizzare mal di pancia diffusi e strali velenosi all’indirizzo della Delorenzo. Che non ha fatto altro che far valere un suo diritto, sancito dalla Costituzione e dallo statuto comunale. Chissà se i diretti interessati saranno capaci di tanta lucidità e saggezza nell’analizzare le circostanze. Sembra di no, visto che la Delorenzo non ha ricevuto neanche un biglietto di auguri da parte degli ex assessori in occasione della nascita del suo primo figlio. Una grave caduta di stile che la dice lunga sull’acrimonia che pervade in questo momento la maggioranza e a cui ha messo una pezza il solo Mollica, che ha inviato esclusivamente a suo nome un mazzo di fiori alla neomamma.

Di sicuro, l’impegno maggiore degli ex assessori adesso sarà concentrato nel tentativo di scampare alla nomina, stavolta poco desiderabile, dell’esclusione. Caratozzolo dovrà riassegnare le deleghe ma, a questo punto, chi farà spazio all’agguerrito avvocato?

Poco probabile che sia Mimmo Mollica, il consigliere più votato della storia di Scilla. Una sua eventuale esclusione dalla giunta sarebbe un colpo di scena sensazionale. Una ipotesi comunque non del tutto peregrina, considerato che Caratozzolo potrebbe liberarsi senza colpo ferire di una presenza ingombrante che offusca la sua leadership all’interno della maggioranza. Al momento, però, il sindaco non sembra avere la forza politica per una simile decisione. Né può sacrificare Ciccio Bova sull’altare delle pari opportunità: i suoi 200 e passa voti pesano come un macigno sulla vittoria della lista “Scilla domani”. In più, il funzionario Inps è il consigliere prescelto dalla influente borghesia cattolica scillese, e non lo si può mettere alla porta tanto facilmente. Santo Perina allora? Caratozzolo potrebbe indicarlo, scatenando però una sommossa popolare senza precedenti a Chianalea, feudo dell’assessore al turismo. L’indiziato numero uno resta dunque Totò Santacroce, l’unico a cui il sindaco può chiedere di fare un passo indietro senza temere ritorsioni politiche.

Non è da escludere comunque un colpo a sorpresa. Perché la sentenza del tribunale amministrativo di Reggio non impone il reintegro della Delorenzo, ma la nomina di una donna in giunta. Così, Caratozzolo potrebbe decidere di punire la grave insubordinazione della sua consigliera nominando una figura esterna. Le ultime dichiarazioni pubbliche del sindaco e di Mollica vanno in questa direzione. Se questa ipotesi alla fine dovesse concretizzarsi, la scelta ricadrebbe probabilmente su Dina Porpiglia, ambizioso architetto ma soprattutto figlia di Vincenzo, il consigliere di Melia che al momento non sembra molto in sintonia con le scelte del suo gruppo. La sua assenza ingiustificata durante l’ultimo consesso civico lo dimostra. Qualunque sia la decisione finale, l’affaire Delorenzo raffigura una compagine politica nettamente spaccata al suo interno, alle prese con una guerra civile comunque non preventivabile, dopo solo pochi mesi di legislatura.

I fronti Delorenzo e Porpiglia si aggiungono infatti ad altri scenari che non lasciano ben sperare sulla stabilità del governo comunale. Le insofferenze di Mario Giordano sono note a tutti. Lo stesso vale per l’ex assessore Antonio Cambareri, fortemente deluso dalla mancata nomina in giunta del suo pupillo, Angelo Bueti, candidato consigliere che si è classificato ultimo alle scorse amministrative con una trentina di voti.

Il dissenso ha, nella maggior parte dei casi, un denominatore comune: promesse preelettorali non mantenute, accordi politici su incarichi e deleghe non rispettati dopo l’inaspettato trionfo. Delusioni cocenti, dunque, che oggi innescano frustrazioni e antipatie sotterranee che minano fortemente il futuro dell’amministrazione di Caratozzolo. Finora solo la Delorenzo ha avuto il coraggio di affrontare con vigore e a viso aperto la situazione, trascinando addirittura tutta la giunta in tribunale. Una mossa clamorosa che per ora la vede vincente. Una cosa è certa: adesso in consiglio non ridono più.

Pietro Bellantoni

5 novembre 2011

Giordano balla da solo

L’ultimo consiglio comunale l’ha confermato, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno: Mario Giordano è un battitore libero, un consigliere  che non intende piegarsi a logiche di partito o di convenienza politica. Dice quello che pensa, e lo dice senza paura di andare controcorrente, contro la sua stessa maggioranza. Non gli piace come l’amministrazione ha governato nel periodo estivo? Lo grida in faccia ai suoi sodali: “Scilla è sempre più nu iaddinaru!”. L’ex sindaco Gaetano Ciccone querela per diffamazione la giunta? Lui affigge il manifesto nella sua pescheria. Fervente cattolico e intransigente sui principi che orientano la sua vita, Giordano ha mostrato da subito segni di insofferenza verso la compagine politica di cui lui stesso fa parte. Un disagio che non nasconde affatto.

La scorsa estate, durante le riprese del film “Aspromonte” di Franco Neri, il consigliere si è imbattuto per caso nelle lamentele della troupe, costretta a regolamentare la folla di Chianalea a causa della assenza dei vigili urbani. All’operatore che gli chiedeva consiglio, Giordano ha risposto: “Mi dispiace, non posso aiutarvi. Io sono all’opposizione”. Un episodio che la dice lunga sul malessere del consigliere, sempre più isolato dai suoi stessi alleati, spesso sorpresi a sogghignare malignamente quando prende la parola in consiglio comunale. Ma Giordano non se ne preoccupa affatto, e di rimando inonda di elogi Pasquale Ciccone, capo dell’opposizione: “Tu rappresenti il futuro di Scilla!” Mentre al sindaco Caratozzolo riserva rimbrotti e arrabbiature quando cerca di togliergli la parola.

La maggioranza è consapevole: Giordano è una spina nel fianco, un alleato impossibile da gestire. Malgrado ciò, il consigliere continua a professare fedeltà nei confronti della sua lista: “Io non sono con l’opposizione – ha detto in consiglio -, ma devo dire le cose che non mi piacciono”. Resta da chiedersi quanto resisterà.

Pietro Bellantoni

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: